giovedì 14 novembre 2013

"Il Giobbe dell'Episcopato" * - Un video su Mons. Bacciarini

Nel post del 1 ottobre 2012 
vi segnalavamo un video 
della Televisione della Svizzera Italiana
("Strada Regina" puntata 326 del 18 febbraio 2012)
su Mons. Bacciarini.


Ora potete guardare il video 
senza spostarvi nel sito della TSI.




* "Il Giobbe dell'Episcopato": Mons. Bacciarini fu definito così da SS. Papa Pio XI 
(cfr. A. Giannini, Mons. Aurelio Bacciarini, ed. Paoline, pag. 17)

sabato 9 novembre 2013

"Aurelio che cosa domandi alla Chiesa di Dio? La Fede" - Anniversario della nascita e del Battesimo di Mons. Bacciarini.

 
La Chiesa parrocchiale di Lavertezzo

 Oggi, 9 novembre 2013, vogliamo ricordare il giorno della nascita di Mons. Aurelio Bacciarini e soprattutto il suo Battesimo avvenuto lo stesso giorno nella sua "Cara Parrocchia [...] focolare della fede".

Estratto dal Libro dei Battesimi della Parrocchia di Lavertezzo.
"Nell'anno del Signore 1873 il giorno 9 novembre nella chiesa di Maria SS. Signora degli Angeli, ho battezzato il bambino nato in questo stesso giorno dai legittimi coniugi di questa parrocchia Lodovico fu Lodovico Bacciarini e Maria fu Michele Scerini, gli ho imposto i nomi Stefano-Aurelio. Padrini furono: Stefano Braghetta e la signora maestra Lucia Ghiggioli tutti di Lavertezzo.
Prevosto Pietro Vaghetti" [1]

["Anno Domini 1873 die 9 novembris in ss. Mariae Dominae Angelorum Ecclesia baptizavi infantem ipsa die ex legitimis huius paroeciae coniugibus Lodovico qdam Lodovici Bacciarini et Maria qdam Michelis Scerini natum, imposui ei nomina Stephanus, Aurelius. Patrini adfuere Stephanus Braghetta et D. Magistra Lucia Ghiggioli et Lavertetio omnes. Prep. Petrus Vaghetti"]



Dalla Lettera Pastorale di Mons. Bacciarini: 
Interno della parrocchiale
Quaresima 1922
"La Parrocchia fu il mistico albergo,
dove io nacqui alla vita della Grazia
con il lavacro del Battesimo:
fu il giardino olezzante per fede antica
e costume casto,
ove trascorsi l'infanzia e la fanciullezza." [2]




Da: "Il messaggio di Aurelio Bacciarini", Emilio Cattori, Lugano 1966
-Aurelio, che cosa domandi alla Chiesa di Dio?
-La FEDE.
-E la FEDE che cosa ti dà?
-La vita eterna.
-Se dunque vuoi avere la vita eterna, osserva i comandamenti. Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente, e il prossimo tuo come te stesso.

 Questo dialogo, avvenuto la domenica 9 novembre 1873, fra il Prevosto di Lavertezzo, don Pietro Vaghetti e il piccolo Aurelio nella persona dei padrini, è all'inizio di quella perfezione alla quale il Signore lo avrebbe guidato.
 Il rito del Battesimo colloca sul fondamento della fede il programma della vita cristiana. [...]
 Ecco dunque realizzarsi la parabola dell'albero buono, nella radice e nel tronco. Insegna infatti il Concilio di Trento: "La fede è l'inizio dell'umana salvezza, è il fondamento e la radice di ogni giustificazione" e quindi anche della perfezione cristiana.
 Noi pensiamo di poter dimostrare che la spiritualità del nostro Servo di Dio e il suo apostolato, trovano la loro spiegazione più convincente nella virtù della fede.

[1] e [2]: Sac. Luigi Mazzetti, "Il servo di Dio Mons. Aurelio Bacciarini Vescovo", ed. Opera Mons. Bacciarini, Lugano 1973

domenica 20 ottobre 2013

Difendere la fede con tutte le forze

Cosa ci dice un martire
Omelia di Mons. Aurelio Bacciarini in occasione di una solenne processione 
ad onore del Martire S. Cosimo, a Vira Gambarogno nel 1930.



 "[...] Il Martire vi insegna, non solo a conservare, non solo a professare la fede; vi insegna a difenderla con tutte quante le vostre forze.
 "Guardatevi intorno: siamo in tempo di guerra per la fede. [...]
 "Io , Vescovo e Pastore, tradirei il mio dovere, la mia coscienza e il mio popolo stesso, se non segnalassi questa battaglia che si sveglia contro la religione. Ebbene, ricordatevi, che i vostri Padri, i vostri Morti vi hanno lasciato in eredità, non solo le reliquie, ma la fede di S. Cosimo, che è la fede di tutti i Martiri, la fede degli Apostoli, la fede di Gesù Cristo."

mercoledì 24 ottobre 2012

LO STEMMA PASTORALE: IN OMNIBUS CHARITAS

 Lo stemma di Mons. Bacciarini presenta nello spaccato sinistro, l'insegna dei Servi della Carità, ossia, su sfondo azzurro, una Croce d'argento, con piccolo cuore rosso al centro, piantata fra le vette di un monte in oro; nello spaccato destro, su sfondo rosso chiaro, ha il simbolo classico delle carità ossia il pellicano in atto di proteggere con le sue ali un nido, da dove i suoi tre piccini levano il capo e aprono il becco a ricevere in nutrimento le gocce di sangue che il pellicano fa stillare dal suo petto ferito. E' completato dalle insegne episcopali e dal motto che ne spiega il significato: "In omnibus charitas".


Fonte: "Voce d'Apostolo", Lettere Pastorali di Mons. Aurelio Bacciarini, 1938 (pag. 394).

1918 LETTERA PASTORALE INTORNO ALL'EPIDEMIA E ALL'ASSISTENZA DEGLI INFERMI

Lettera Pastorale del 1918 "Intorno all'epidemia e all'assistenza degli infermi" (29 ottobre 1918).


giovedì 4 ottobre 2012

UN VESCOVO SECONDO IL CUORE DI CRISTO trasmissione radiofonica

 Pubblichiamo il file audio di una trasmissione radiofonica a cura di don Mario Carrera sulla figura del venerabile Mons. Bacciarini. 
 Buon ascolto.



martedì 2 ottobre 2012

LA CONSERVAZIONE DELLA FEDE: QUESTIONE DI VITA E DI MORTE

Ecco un passaggio molto importante dell'omelia di Mons. Bacciarini nella festa della Madonna delle Grazie a Lugano nel 1924.

Santuario Madonna delle Grazie


 "Ah miei cari! Quando vi si dice: "Istruitevi nella religione, frequentate la Dottrina alla festa: guardatevi dalle letture cattive, dai giornali, specialmenti, contrari alla fede; guardatevi dalla compagnia di coloro che fanno professione di non creder più" - quando vi si dice e vi si predica tutto questo, ascoltate bene e riflettete bene. Si tratta di conservare o di perdere la fede; e la conservazione o la perdita della fede è una questione di vita o di morte, di salvezza eterna o di perdizione eterna. [...]
Il che vuol dire che l'aver custodito la fede è un gran titolo di salvezza, anche quando è alto e umiliante il cumulo delle umane miserie. - Conserviamo dunque caro e inviolato il tesoro della nostra fede, e preghiamo per gli infelici cha tal dono hanno perduto."